Rappresentazione e linguaggio in Freud: a partire dal “Compendio di psicoanalisi”.

«Rappresentazione di cosa» (Sachvorstellung) e «rappresentazione di parola» (Wortvorstellung) costituiscono, nella loro distinzione qualitativa e funzionale, una costante del pensiero di Freud, dall’inizio alla fine. A muovere da questa distinzione, il saggio si propone, con una sottointesa ma non meno radicale, critica nei confronti delle tesi sostenute da Jacquas Lacan, che tanta influenza hanno avuto nella cultura contemporanea, di argomentare come e perché l’inconscio per Freud non sia strutturato come il linguaggio. La prospettiva lacaniana, con la sua forte valorizzazione del Nulla, d’ispirazione heideggeriana, e la sua destrutturazione pressoché totale d’ogni istanza di soggettvità e di razionalità, appare assai lontana, con un radicale esito di fraintendimento, dall’impostazione biologico-materialistica di Freud. Di contro agli esiti del lacanismo questo saggio prova a ricostruire la teoria della rappresentazione in Freud e l’eterogeneità delle tre logiche che l’articolano e la compongono. Continua a leggere