Archivi categoria: NUMERO 1

Primo numero della rivista on-line Consecutio Temporum

L’umanesimo socratico. Note su Francesco Fistetti

Mariannina Failla

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Il Novecento nello specchio dei filosofi. Linguaggi, immagini del mondo, paradigmi, D’Anna Editore, Firenze-Messina 2013

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Il complesso lavoro di Francesco Fistetti può essere considerato l’espressione di un umanesimo dialettico le cui radici affondano nel pensiero socratico. Alludo alla dialettica socratica non solo per l’interessante rimando dell’autore alla filosofia di Jaspers esempio della missione politica del filosofare in quanto tale: «Si tratta della connotazione squisitamente socratica del filosofare che Jaspers recupera pienamente, il dialogo socratico di se con se stessi, rivolto verso l’interno, teso a trovare la verità del proprio io più autentico, e la comunicazione … Continua a leggere

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Tipologie della negazione in Hegel: variazioni e sovrapposizioni di senso

Roberto Finelli

 

Il concetto di «negazione» nell’opera di Hegel appare centrale ma anche polisemico, composto di vari significati e di varie utilizzazioni.  Secondo quanto afferma Hegel stesso in un passo sulla religione egizia delle Vorlesungen über die Philosophie der Religion, «il negativo [das Negative], questa astratta espressione, ha molte determinazioni»[1]. Ne consegue che provarsi a comprendere la filosofia di Hegel significa saper chiarire la diversità delle varie determinazioni del concetto e delle funzioni della negazione: così come saperle distinguere e sciogliere tra loro, soprattutto quando si dia il caso di un loro intreccio Continua a leggere

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Recensione a M. Tomba, Strati di tempo. Karl Marx materialista storico, Jaka Book 2011.

Cristina Corradi

Nel suo ultimo, corposo saggio (Strati di tempo. Karl Marx materialista storico, Jaca Book 2011) Massimiliano Tomba ricostruisce l’itinerario marxiano – dalla dissertazione di dottorato sull’atomismo antico all’Ideologia tedesca, dai Grundrisse al confronto con i populisti russi – utilizzando come filo conduttore la maturazione del “materialismo storico”. L’espressione – ci ricorda l’autore – non è di Marx ma di Engels che la usa, congiuntamente alla dizione “socialismo scientifico”, con intenti divulgativi. Obiettivo del libro non è, tuttavia, la ricostruzione filologica del vero materialismo pratico o materialismo comunista di Marx, da contrapporre ai fraintendimenti del marxismo novecentesco. Esso esplora … Continua a leggere

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Epoché del corpo ed astrazione della mente. Echi marxiani nel lavoro post-moderno

Roberto Finelli


1.Economia del post-fordismo e filosofia del post-moderno

Post-moderno e post-fordismo, a chi si volge a considerare le strutture fondamentale del nostro vivere attuale, appaiono concetti profondamente connessi, non solo sul piano verbale per l’uso del prefisso temporale che connota entrambi i termini, ma per il loro intrinseco contenuto di senso: l’uno, il post-moderno, quale espressione, dal lato della storia delle idee e della coscienza riflessa, di ciò che l’altro, il post-fordismo, ha messo in campo sul piano dell’organizzazione del lavoro e della produzione della ricchezza economica. Dandosi così un  singolare parallelismo tra produzione nell’idea e produzione nella … Continua a leggere

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Editoriale

andy campbells

1.“Consecutio temporum” è il complesso di regole che, com’è noto, nella sintassi latina pongono in rapporto, secondo un ordine preciso di consequenzialità, l’accadere del passato con quello del presente e del futuro.

Fare oggi, di tale espressione antica, il titolo di una rivista dedicata alla postmodernità, non può che significare voler indagare la natura del tempo che viviamo oggi noi tutti: a muovere dalla questione di fondo di quanto il postmoderno, che è sinonimo di società dell’informazione, di società della produzione virtuale, di società della fine delle ideologie e della fine della lotta di classe, … Continua a leggere

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Lavoro e azione strumentale. Problemi categoriali di una teoria critica della società

Questo saggio di A. Honneth, che appare per la prima volta in traduzione italiana, delinea la storia del concetto di lavoro a partire da Marx, mostrandone il progressivo declino, fino alla scomparsa, nell'ambito della Teoria Critica della Scuola di Francoforte. Mette in connessione da questo punto di vista critico l'opera di H. Arendt con quella di J. Habermas, evidenziando l'inefficacia e la parzialità del loro privilegiare il solo agire comunicativo. Si propone in conclusione di tornare a valorizzare, in modo diverso dall'antropocentrismo di Marx, il concetto di lavoro.
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Globalizzazione, postmoderno e “marxismo dell’astratto”

Roberto Finelli

(abstract. In Marx’s work we can isolate two different paradigms that need to be understood in a deeply different way from the interpretation provided by L. Althusser and his school during the 60’s and 70’s. This article posits a fundamental distinction between Marx’s theory of historical materialism and Marx’s theory of Capital. While the first one is centered on the promethean exaltation of the development of productive forces, the second one describes a social system grounded on an impersonal mechanism of socialization. This mechanism is constituted by an abstract and quantitative wealth characterized … Continua a leggere

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Panzieri, Tronti, Negri: le diverse eredità dell’operaismo italiano

Cristina Corradi

Neomarxismo, pensiero operaio, insubordinazione sociale: tre distinti paradigmi dell’operaismo italiano

(abstract.   Il saggio mira a distinguere i profili teorici presenti all’interno dell’operaismo, la corrente del marxismo italiano che, negli anni ’60, si propone quale alternativa rivoluzionaria alla strategia togliattiana della via italiana al socialismo e alla politica culturale del Pci che adotta una problematica democratica, antifascista e populista in luogo di una problematica socialista, marxista, operaia. La sociologia politica di Raniero Panzieri e del gruppo dei “Quaderni rossi”, che fa riferimento al Capitale e ai rapporti sociali di produzione per analizzare il capitalismo fordista-keynesiano, Continua a leggere

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L’uomo reso superfluo. La critica di G. Anders al “Totalitarismo morbido”

Massimo Cappitti

(abstract. According to G. Anders “soft” totalitarianism can obtain unconditional obedience without resorting to violence, thanks to the efficacy of its imperceptible capacity of mass standardization. This article analyzes Anders’ reflections on the frightening characteristics of late-modern society, such as the unlimited development of technology, the disappearance of individual responsibility and the triumph of an ethics of indifference. It aims to illustrate Anders’ deep understanding of the nihilist impact that the logic of capitalism produces the contemporary modes of existence.

Se siamo disperati che ce ne importa?

Continuiamo come se non lo fossimo.

Günther Anders

Quanto più, scrive … Continua a leggere

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L’individualità dei corpi: Descartes e Hobbes.

This article investigates the opposing solutions provided by Descartes and Hobbes on the issue of human individuality. Both solutions need to be understood through the physical and metaphysical problem that both Descartes and Hobbes share: that is the problem of 'individual bodies'. Being confronted with this issue, the two thinkers face similar difficulties. The hypothesis maintained here is that the removal of the theoretical obstacles arising from the issue of the uniqueness of the extended substance - and the consequent impossibility of conceiving the existence of individual bodies - allows Descartes, and no less Hobbes, to elaborate a conception of the human being as a separate field that is distinguished from the rest of nature.
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Antonio Gramsci. La rifondazione di un marxismo senza corpo

di Roberto Finelli

1. Un nuovo soggetto della storia.


Quando Antonio Gramsci comincia a deporre i suoi appunti in quelli che saranno poi i Quaderni del carcere, il suo sguardo teorico è profondamente mutato rispetto ai suoi precedenti anni di vita e di militanza politica. Imprigionato nell’Italia dove ormai s’è consolidato il regime fascista, consapevole dell’esaurimento e della sconfitta dei moti sociali e rivoluzionari nell’Europa occidentale postbellica, profondamente isolato non solo dai compagni del carcere ma, verosimilmente, anche da una parte del gruppo dirigente del Pcd’I, almeno quanto al giudizio sull’Unione Sovietica[1], il militante politico sardo riesce, … Continua a leggere

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Il populismo secondo Laclau

[Abstract] Il termine populismo, scrive Ernesto Laclau, non possiede alcuna «unità referenziale proprio perché non designa un fenomeno circoscrivibile, ma una logica sociale, i cui effetti coprono una varietà di fenomeni. Il populismo è, se vogliamo dirla nel modo più semplice, un modo di costruire il politico» (La ragione populista, p. XXXIII). La necessità specifica del populismo è, per Laclau, la costruzione del popolo, la cui logica viene descritta alla luce di una complessa architettonica che intreccia marxismo, linguistica, psicoanalisi e decostruzione. Ma questa è anche, allo stesso tempo, la logica costitutiva della “struttura” democratica. L’analisi dei meccanismi di costruzione del popolo rappresenta, pertanto, per Laclau, il supporto teorico necessario per un nuovo discorso politico emancipatorio in grado di riformulare il progetto democratico della sinistra in direzione di una democrazia radicale e plurale. * [Abstract: Populism According to Laclau] In Laclau’s words, Populism “has no referential unity because it is ascribed not to a delimitable phenomenon but to a social logic whose effects cut across many phenomena. Populism is, quite simply, a way of constructing the political” (On populist reason, p. xi). According to him, populism’s specific necessity is to construct the people. Laclau describes the logic of such a construction under the light of a very complex theoretical architecture which interwines Marxism, linguistics, psychoanalysis and deconstruction. This is - he claims - the constitutive logic of democratic “structure” as well. In such a way, Laclau believes that to analyze the mechanisms according to which the people is constructed, corresponds to establish the necessary theoretical background capable to reformulate left wing democratic project towards “plural and radical democracy.”
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E si trasformò in un orecchio. Il corpo sonoro e la riflessione sull’onda

A.M. Sassone

(abstract. A  partire dal riconoscimento delle soggettività e dalle relazioni mente-corpo, l’A.  pone l’accento sulla dimensione verticale del suono e della voce e sulle risonanze dell’analista che diventano strumenti d’elezione di ogni percorso analitico. La teoria, sostenuta da concetti mutuati dalla fisica e dalle neuroscienze, è affiancata anche dalla narrazione di un caso clinico che permette al lettore di entrare nella stanza d’analisi per cogliere la qualità e la complessità dell’ascolto nella relazione analitica.)

Per rintracciare il tema di questo intervento  – che sarà incentrato sulle  relazioni tra le leggi della natura e … Continua a leggere

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Per una nuova comprensione del riconoscimento in politica: critica ad Axel Honneth

Emanuele Profumi


(abstract. Axel Honneth’s theses on human recognition have become the centre of the philosophical debate on this argument by the time, but, beyond some criticism of his critical theoretical framework, no one has ever truly brought them all up for discussion. That results even more surprising when one relates Honneth’s notion of recognition to a political dimension. Starting from the inner limits of the German philosopher’s theoretical structure, in particular from his interpretation of Mead’s social philosophy and Marx’s political philosophy, the aim of the present paper is to highlight the fundamental factors which Continua a leggere

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Rappresentazione e linguaggio in Freud: a partire dal “Compendio di psicoanalisi”.

«Rappresentazione di cosa» (Sachvorstellung) e «rappresentazione di parola» (Wortvorstellung) costituiscono, nella loro distinzione qualitativa e funzionale, una costante del pensiero di Freud, dall’inizio alla fine. A muovere da questa distinzione, il saggio si propone, con una sottointesa ma non meno radicale, critica nei confronti delle tesi sostenute da Jacquas Lacan, che tanta influenza hanno avuto nella cultura contemporanea, di argomentare come e perché l’inconscio per Freud non sia strutturato come il linguaggio. La prospettiva lacaniana, con la sua forte valorizzazione del Nulla, d’ispirazione heideggeriana, e la sua destrutturazione pressoché totale d’ogni istanza di soggettvità e di razionalità, appare assai lontana, con un radicale esito di fraintendimento, dall’impostazione biologico-materialistica di Freud. Di contro agli esiti del lacanismo questo saggio prova a ricostruire la teoria della rappresentazione in Freud e l’eterogeneità delle tre logiche che l’articolano e la compongono.
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Teoria della riflessione e teoria della società: una traccia hegeliana

Giorgio Cesarale

Allorché si discute di che cosa sia la filosofia e di quale sia il suo ruolo nel nostro mondo sociale si ascolta spesso ripetere la nota sentenza hegeliana: “la filosofia è il proprio tempo appreso in pensieri”. Benché si tratti di una sentenza di derivazione baconiana, non si può negare che rifletta bene la concezione che Hegel aveva di ciò che la filosofia deve fare rispetto al mondo in cui è collocata e da cui trae alimento: il pensare, proprio perché anzitutto è, non può non essere ancorato all’essere. D’altro canto, l’essere può, … Continua a leggere

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Iperione e la rivoluzione: il lato oscuro dei rivoluzionari di professione. Per ripensare il socialismo oggi

Claudio Bazzocchi

(abstract. Per Hölderlin, la rivoluzione non può essere rappresentata dalla fredda lama di una dottrina sociale e politica. Deve contemplare il cuore degli uomini, avere spessore esistenziale. La rivoluzione è l’apertura di un tempo nuovo che non può però limitarsi all’abbattimento del positivo — religione al servizio dei dominanti, dispotismo, vuote convezioni sociali —, ma deve diventare messa a tema della libertà nel suo essere continuamente esposta alla finitezza e al nulla del destino mortale degli uomini. Il tempo veramente nuovo è allora quello in cui lo scacco della libertà — la tragicità del Continua a leggere

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M. Tomba, Strati di tempo. Karl Marx materialista storico, Jaka Book 2011.

di Cristina Corradi

Nel suo ultimo, corposo saggio (Strati di tempo. Karl Marx materialista storico, Jaca Book 2011) Massimiliano Tomba ricostruisce l’itinerario marxiano – dalla dissertazione di dottorato sull’atomismo antico all’Ideologia tedesca, dai Grundrisse al confronto con i populisti russi – utilizzando come filo conduttore la maturazione del “materialismo storico”. L’espressione – ci ricorda l’autore – non è di Marx ma di Engels che la usa, congiuntamente alla dizione “socialismo scientifico”, con intenti divulgativi. Obiettivo del libro non è, tuttavia, la ricostruzione filologica del vero materialismo pratico o materialismo comunista di Marx, da contrapporre ai fraintendimenti … Continua a leggere

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