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Indice

Editoriale

 
Roberto Finelli: Editoriale. Un nuovo materialismo
 
 

Monografica

 
Francesco Toto: Hobbes e il riconoscimento. Antropologia, morale e politica
Paolo Godani: Note su solitudine e politica in Spinoza
Roberto Finelli: Al di là della governance. La politica del riconoscimento
Vittorio Morfino: La VI Tesi tra Gramsci e Althusser
Luca Basso: L’ambivalenza della «Gewalt» in Marx ed Engles. A partire dall’interpretazione di Balibar
Sergio Fabio Berardini, Massimo Marraffa: Presenza e crisi della presenza tra filosofia e psicologia
Pierluigi Marinucci, Adelino Zanini: Antropologia, progettualità neo-liberale, Soggetto. Un dialogo con Adelino ZaniniContinua a leggere

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Hobbes e il riconoscimento. Antropologia, morale, politica

Francesco Toto

  

 

  1. escherLa specificità dell’umano

 Nella riflessione hobbesiana la frontiera tra l’animale e l’umano è un confine poroso, che congiunge e separa. Da un lato, Hobbes prende le distanze da una visione dell’umano come una regione della natura separata dalle altre, e include tra i tratti che l’uomo condivide con gli altri animali non solo la sensazione indotta dall’azione dei corpi esterni, l’immaginazione o memoria derivante dall’attenuarsi della sensazione, il «discorso mentale» costituito dalla successione più o meno regolata delle immagini, l’esperienza accumulata attraverso la stratificazione e la connessione delle memorie, ma anche la previsione del futuro a … Continua a leggere

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Antropologia, progettualità neo-liberale, Soggetto. Un dialogo con Adelino Zanini

Pierluigi Marinucci – Adelino Zanini

 

meta_113-1D.: Affrontare il tema delle relazioni tra antropologia ed economia richiede una ri­flessione preliminare: in merito cioè a quanto questo complesso viluppo di rela­zioni abbia innanzitutto trovato esplicazione ”progettuale” nel campo epistemologico delle scienze umane, intese in chiave necessariamente e sufficientemente ampia da inclu­dere nel loro alveo concettuale anche la disciplina economica.

 

R.: Per quanto concerne lo statuto delle scienze umane, c’è un prima e un dopo Fou­cault (mi sia permesso di richiamare direttamente ciò che ho scritto nel mio libro de­dicato al filosofo francese). Egli ci ha insegnato, infatti, come nel … Continua a leggere

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Nature et praxis : l’antinaturalisme sartrien à l’épreuve de l’ontologie lukacsienne

Pierre-Aurelien Delabre

 

 

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C’est contre une conception mécanique de l’histoire sociale et une réduction des faits sociaux et des hommes à un ensemble de produits passifs qu’il importa à certains représentants du marxisme critique d’opposer un concept fort de praxis entendu comme Sujet et Objet de l’histoire sociale. Or, si l’accent fut légitimement mis sur la capacité humaine à faire l’histoire, rien ne justifia que la subjectivité retrouvée d’un marxisme antistalinien abandonne à la philosophie et à la science stalinienne ou bourgeoise de leur époque toute pensée de la nature. Si la naturalisation de l’histoire sociale implique de … Continua a leggere

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Husserl e le “Scienze del male”. Considerazioni etiche e fenomenologiche

Valerio Carbone

 

1 - Manichino seduto esterno

Solitudine (1996). La Metafisica Ritrovata di Luciano Vannoni

Abstract: Husserl is strongly opposed to the naturalization of consciousness. Any kind of reductionism is for the philosopher a shame. Krisis explain how science was born as the realization of the human spirit and how the gradual development of technical disciplines brought to a stronger and stronger abstraction from the physical world. For this reason, the problem of going back to the origin is fundamental, a problem that, however, overlaps with that of going back to experience. To go back to experience, to the feeling, to the beginning, means Continua a leggere

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Tra la verità e la politica: le possibilità della critica

Editoriale

Giovanni Campailla, Guido Grassadonio, Roberto Bravi

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1. Critica, verità, politica

Analizzare la relazione tra verità e politica è un compito vasto, le cui molteplici implicazioni un numero di rivista non potrebbe certamente esaurire. Ciò perché la rivendicazione della verità è sempre stata in politica un’arma potente, a tal punto da interessare in maniera, si potrebbe dire, fondativa la riflessione filosofico-politica. Accanto alla domanda su cosa sia autenticamente la verità, si pone infatti il quesito su chi detenga la verità o su come si produca la verità. È questo il motivo per cui la verità – … Continua a leggere

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Indice

CONSECUTIO TEMPORUM 7

Verità e Politica

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Indice

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a cura di

Giovanni Campailla, Guido Grassadonio e Roberto Bravi

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Editoriale

Tra la verità e la politica: la possibilità della critica

di Giovanni Campailla, Guido Grassadonio e Roberto Bravi

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Hegeliana

Dalla “Rappresentanza” alla “Rappresentazione”: l’involuzione della politica nel capitalismo flessibile

di Roberto Finelli

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Hegel: totalità e libertà in un mondo trasformato dalla prassi

di Giorgio Cesarale

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Marxiana

Lucien Goldmann, la scommessa socialista di un marxista pascaliano

di Michael Lowy

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La reinvenzione dell’alienazione nell’epoca della rivoluzione digitale

di Stéphane Haber

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Il punto di vista della teoria critica: Continua a leggere

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Da «Rappresentanza» a «Rappresentazione». L’involuzione della politica nel capitalismo flessibile.

Roberto Finelli

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Piero della Francesca - Doppio ritratto dei duchi d'Urbino

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1. Un mondo rovesciato

Da Rappresentanza a Rappresentazione: in questa formula si può riassumere, a mio avviso, la trasformazione più rilevante che ha subito la Politica nella modernità dell’ultimo quarantennio. Ma non per ragioni autonome, o per una presunta virtù e capacità propria di modificarsi comunque e di assumere con ciò nuove forme – quasi a celebrare la fantasia di tutti coloro che hanno interpretato il moderno come autonomia del Politico -, bensì a seguito di quella trasformazione dell’Economico, che, a mio avviso, l’ha guidata e l’ha fondata quanto a precedenza ontologica … Continua a leggere

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Hegel: totalità e libertà in un mondo trasformato dalla prassi

Monet

Giorgio Cesarale

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La storia della filosofia del Novecento è senza dubbio innervata, quasi costituita si potrebbe dire, dalla critica alla nozione hegeliana di “totalità”. Sviluppare una Destruktion, in senso heideggeriano, del concetto hegeliano di “totalità” è stato infatti un obiettivo centrale di tutte le più significative esperienze filosofiche dell’ultimo secolo, da Heidegger appunto ad Adorno e da Levinas a Deleuze. Tuttavia, nella galleria dei filosofi che hanno ingaggiato battaglia con un concetto di totalità colorato “hegelianamente” spesso non viene inserito proprio colui il quale, da un certo momento in poi, si è risolutamente posto sotto … Continua a leggere

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La reinvenzione dell’alienazione nell’epoca della rivoluzione digitale

Distopia

Stéphane Haber

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.La recente evoluzione delle discussioni circa Internet e la rivoluzione digitale – che queste discussioni siano giornalistiche, di saggisti o di accademici – costituisce il fenomeno culturale maggiore della nostra epoca.

All’inizio, negli anni 2000, queste discussioni avevano maggiormente seguito le intuizioni che derivano dal cyber-libertarismo degli hacker e dall’anarchismo dei teorici del software libero1. Diversi nel tono così come nel contenuto, essi avevano senza dubbio la loro espressione più compiuta dal punto di vista teorico nei lavori di Lawrence Lessig et di Yochai Benkler.

Promotore della licenza “Creative commons”, LessigContinua a leggere

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Il punto di vista della teoria critica. Riflessioni sulla rivendicazione di oggettività della teoria critica

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Rahel Jaeggi

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Le teorie che rivendicano il loro essere “critiche” nel senso della “teoria critica” non possono esimersi dal prender parte alla disputa intorno ai giudizi di valore e alle forme di vita. Ammesso che queste teorie vogliano mantenersi orientate ad una razionalità di carattere complessivo e ad un’ampia “riuscita” delle strutture sociali, esse non dovrebbero assecondare quella tendenza liberale, presente però anche in maniera virulenta nella più recente teoria critica, all’«astensione etica».Allo stesso tempo però la presa di posizione della teoria critica rispetto a queste Continua a leggere

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Sofferenze ontologiche. Un approccio clinico al materialismo

Davide Tarizzo

giulio turcato 2

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1.

Esaminando i fenomeni sociali, possiamo mettere a fuoco il modo in cui la società funziona oppure il modo in cui la società non funziona. Nel primo caso si può parlare di un approccio operativo, nel secondo di un approccio clinico alla società. L’analisi clinica, infatti, studia le disfunzioni degli individui o delle collettività (si pensi all’epidemiologia), mentre l’analisi operativa studia le nostre performance ottimali. Adottando un approccio clinico alla società, scegliamo di concentrarci sulle disfunzioni e sofferenze sociali. Adottando un approccio operativo, invece, cerchiamo di capire in che cosa consista il buon … Continua a leggere

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Soggettività e verità: alcuni concetti inediti

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Frédéric Gros

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Nel 1981, Michel Foucault tiene un corso sobriamente intitolato Soggettività e verità. Questo corso comprende dodici lezioni pronunciate tra il 7 Gennaio e il 1° Aprile 1981. Foucault, nel riassunto che redige di queste lezioni1, come fa ogni anno, avverte che la sintesi sarà corta poiché l’essenziale del contenuto sviluppato deve essere ripreso sotto forma di libro, nei volumi I e II della sua Storia della sessualità. Ciò è in parte vero, ma soltanto in parte. Un certo numero di analisi si ritrovano, in effetti, soprattutto in La cura di sé, un … Continua a leggere

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Il concetto di amore in Spinoza

Jos Scheren

cole porterWhat is this thing called love

this funny thing

called love

just who can solve its mystery

why should it make

a fool of me?

–Cole Porter, 1929

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I. Secondo Spinoza le dimensioni sociali si sviluppano attraverso gli affetti. L’amore è uno di questi, e come tutti gli affetti si manifesta in gradi diversi: dall’amore privato all’amore per la vita, o per la realtà in quanto tale.

In ogni caso, anche nel caso di un amore apparentemente privato, ci troviamo di fronte ad una produzione attiva di relazioni. Dovremo tornare su questa attività produttiva che è alla … Continua a leggere

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Carlo Scognamiglio, Storia e libertà: quattro passi con Hegel e Tolstoj, Pensa multimedia, Lecce; Rovato 2013

Pierfrancesco Lorenzini

 


STORIA_E_LIBERT__51cbe7b73a91aLo sforzo teorico che ha impegnato Carlo Scognamiglio in Storia e libertà: quattro passi con Hegel e Tolstoj concerne la questione sempre aperta del «nostro rapporto con la storia» (p. 9). L’intento principale è quello di recuperare un ragionamento sul fondamento categoriale della disciplina storica, a partire dal quale sarà possibile riflettere sull’elemento filosoficamente più problematico della storia: la libertà. Il punto è quindi mettere in discussione la prospettiva storiografica contemporanea che appiattendosi sulle fonti documentarie demanda esclusivamente a queste ultime il compito di determinare la struttura del discorso storico. L’impegno filosofico di Scognamiglio consiste nel tentare … Continua a leggere

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Scheda autori e curatori

 

Curatori

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Giovanni Campailla è dottorando in Storia del pensiero politico presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma Tre, in cotutela con il Sophiapol dell’Università Paris Ouest. Si è laureato in Filosofia politica alla “Sapienza” di Roma. La tesi magistrale, le cui ricerche sono state svolte a Parigi grazie ad una borsa per tesi all’estero, ha riguardato l’itinerario teorico e politico di Jacques Rancière. La tesi ha ricevuto la Menzione speciale al Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa” ed è stata pubblicata dalla casa editrice Malatempora col titolo Jacques Rancière: dalla rottura con Althusser alle scene dell’emancipazioneContinua a leggere

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Sui paradossi della critica esterna. Marcuse, i bisogni indotti e i desideri di massa

Marco Solinas

 

images Abstract: The paper presents a critique of Marcuse’s theory of “false needs”. It aims to clear the theoretical ground necessary to sketch out an immanent critique of the socio-economical dynamics that dictate the exhausting, and oft endless postponement of the satisfaction of a multiplicity of mass needs and desires. The paper focuses its attention on some paradoxes produced by Marcuse’s theory, correlated in particular with the critique of the wellbeing of the masses, and with the manipulative superpower ascribed to ideology. These paradoxes are interpreted as expressions of a radical distance between critic and … Continua a leggere

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La trama politica del desiderio: Machiavelli

Sebastián Torres*

 

Botticelli,_pallade_e_il_centauro_01Quindi chi raccomanda il governo della legge sembra raccomandare esclusivamente il governo di Dio e della ragione, mentre chi raccomanda il governo dell’uomo, v’aggiunge anche quello della bestia perché il capriccio è questa bestia e la passione sconvolge, quando sono al potere, anche gli uomini migliori. Perciò la legge è ragione senza passione.

Aristotele, Politica, 1287a.

 

I .

Nel tracciato generale della crisi e della critica al razionalismo moderno, vennero provati diversi percorsi che diedero impulso ad altre vie di lettura, passando per quei luoghi della produzione filosofica canonicamente considerati secondari nel sentiero segnato dalla … Continua a leggere

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Quelle « politique de la reconnaissance » chez Rousseau? Une étude conceptuelle des Considérations sur le gouvernement de Pologne

Théophile Pénigaud 

 

 PajouAbstract: Most of the studies about the notion of recognition in Rousseau’s works have focused on “amour-propre”, or self-love, as an “evil” or a “social pathology” (Honneth, 1994; Carnevali, 2004; Neuhouser, 2008). This article argues that the desire for recognition plays a positive role in Rousseau’s theory of a well-ordered society, as can be seen in the Considerations on the Government of Poland. A legitimate drive for recognition can even be considered as the basis for the citizen’s virtue. The desire for recognition leads to social pathologies and the associated political abuses only when it becomes … Continua a leggere

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Lo stile tardo e il cinema. The Dead di John Huston

Massimo Cappitti

John Huston's the Dead

Scrive Adorno che «la maturità delle opere tarde di importanti artisti non somiglia alla maturazione dei frutti». Le opere, infatti, «non sono tonde, ma corrugate, addirittura dilaniate»[1] perché l’artista impone al suo fare creativo una cesura, vi produce una discontinuità come se le soluzioni formali adottate fino a quel momento e i temi fino ad allora ricorrenti appassissero, all’improvviso, vani, logori, ormai estranei alla sua sensibilità. Dalla constatazione del rapido e definitivo esaurimento di uno stile nasce dunque nell’artista l’urgenza di consentire alla propria ispirazione la libertà di esercitarsi al di fuori di convenzioni dettate non solo … Continua a leggere

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Recensione di Yvon Quiniou, Retour à Marx

Guido Grassadonio

 

Pubblicato in Francia nel 2013 dalla casa editrice Buchet-Chastel, Retour à Marx, di Yvon Quiniou, si colloca nel filone della “Marx renaissance”, dialogando in particolare con quell’area di studi marxologici e marxisti rappresentata da J. Bidet e L. Sève.

L’idea di fondo del volume è a primo acchito tutt’altro che originale: rianimare il marxismo come filosofia e come teoria/prassi politica, sulla spinta della crisi economica di vaste proporzioni che sta investendo l’occidente capitalistico, mettendo in discussione ordinamenti politici e idee da tempo sedimentate. E per fare questo, l’operazione teorica da compiere dovrebbe essere un, appunto, ritorno … Continua a leggere

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F. Gallo, Dalla Patria allo Stato. Bertrando Spaventa, una biografia intellettuale

Marco Diamanti

Der_Kampf_zwischen_Karneval_und_Fasten_(1559) Il suo taglio originale e il materiale inedito sul quale lavora fanno del recente saggio di Fernanda Gallo (Dalla Patria allo Stato. Bertrando Spaventa, una biografia intellettuale, Roma-Bari, 2013) una lieta sorpresa nel panorama degli studi spaventiani. L’obiettivo generale di questo lavoro è quello di attenuare il «vuoto storiografico» che circonda la riflessione storico-politico di Spaventa. La scelta del metodo biografico è legata all’ipotesi che questa riflessione sia indissolubilmente connessa al suo percorso biografico, e che la concentrazione degli studi critici sui temi più strettamente teoretici rappresentino almeno in parte una conseguenza dello scarso rilievo accordato … Continua a leggere

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